Le parole muovono tale forza che è necessario avere un appoggio nel caso si perdesse l’equilibrio bipede. Riguardando la parola occasione viene fuori un cadere derivato da occidere con prefisso ob, davanti. Un cadere come tramontare da cui occidente. Uno svanire. Un finire. Un rovinare. Un morire.
In occasione di scrittura rivolgo l’attenzione a una etimologia che sa raccontarla da un punto di vista meno distante dall’origine da cui la parola ha preso forma; è più del significato che si attribuisce a una parola.
Ho la sensazione di cogliere ciò che prima non avevo raccolto.
La stessa occasione si può afferrarla – pare vada di fretta – o perderla.
Prevale un sentore di positività alla sua pronuncia. Forse contiene una propria neutralità. Le occasioni potrebbero anche rappresentare un metterci alla prova. Vere e proprie tentazioni orientate tra l’oggetto desiderato o un comportamento e noi stesse/i che vorremmo risolverci diversamente. Disvelamenti che ci rendono una diversa conoscenza delle nostre parti.
Le occasioni ci sono sempre e ci sono per tutti e tutte? Ogni essere vivente durante la propria vita dovrebbe confrontarsi con qualche occasione. È intrinseco alla vita stessa rifornirci di occasioni. In certe situazioni sparse nel mondo in cui viviamo è stato deciso che alcuni/e non dovranno incontrare occasioni. Dovranno vivere senza potere scegliere. Chiudere la vita di altre persone, di popoli in un confine geografico o mentale o politico o fisico o… restringere lo spazio fino a cancellarlo.
Volerne cancellare traccia.
Abusare in tutto e per tutto ai fini di sottomettere.
La tale imposizione, su un altro popolo, di atti mortiferi ha il vessillo della violenza.
Quando cerco l’etimologia di una parola, è con inconscio tremore che leggo.
Come se mi aspettassi che dietro ogni parola vi sia una medesima terribile violenza e una inestinguibile supremazia ai danni di altri/e.
In sospensione tra vita e morte
nella incredulità di vivere o morire
nella indecisione se afferrare o lasciare andare
una distanza allontana da ogni cosa
cercare musica per il cuore
cercare vento per questa polvere
fabbricare ali per il corpo
rinascere Icaro nella necessità di non considerare
duole la radice imprigionata
la vertebra che non si allinea
la tromba costipata
l’aria che non si immette
il rinnegamento della bellezza
la prepotenza che asfissia
corpi a terra in mare ovunque
frelen
