Necessario è nutrirsi. Non cibarsi è deperire fino alla morte. Mi nutro di parole. Non so da dove mi giungono. So che alimentano ogni mia cellula. Sono strumento di una musica per ogni verso che scrivo, per ogni racconto di esplorazione e memorie, per i dialoghi che si inventano e reinventano infiniti.
Tanta può essere la paura di compiere un gesto, un'azione o di provare un moto interiore che ci si paralizza in uno stato di abitudinaria indifferenza o di rinuncia a provarci. Non ci si lancia per il terrore di ferirsi o di riaprire ciò che mai si vuole chiudere del tutto. Anche…
Il racconto qui presente non l'ho scritto in questo ultimo periodo; è un racconto che rileggendolo nel corso del tempo mi interessa tuttora e non mi passa ancora. Mi sono accorta che vi erano alcuni errori – ortografici o sviste o refusi – che adesso ho presumibilmente corretto. Non ne sono sicura…
El Entenado, L'arcano, Il testimone, sono tre titoli dello stesso libro scritto nel 1983 dallo scrittore argentino Juan José Saer. Il primo è il titolo originale e significa: nato prima, figlio di primo letto, orfano/fratellastro, non avere origini né hogar, cioè focolare, casa. Ho trovato esempi solo al maschile e mi sono…
Qualche verso scritto tra un giorno e un altro. Versi strappati al tempo delle azioni da compiere durante lo svolgersi delle ore impegnate nel lavoro. Meglio scrivere che non scrivere. Per me. Non si tratta di stare meglio o peggio, ma di sentire qualcosa di diverso da quello che per lo più…
Testi legati dalla precarietà, da cenni propositivi che puntualmente vengono distrutti o mutati in altro. Pulsa la ricerca di un assoluto, fosse pure in cielo, in un ciclo, in un segno, in un pensiero. E qui ci si confonde: non comprendendo più in quale termine ci stiamo addentrando. Se tutto muta siamo…
Quando si prova una sintonia rara e perturbante con una persona mai incontrata prima di quella volta. Si parla per ore, si trascorre un tempo che sta fuori dal tempo registrato dagli orologi. Pure sai che stai per salutarla quella persona. Il tempo dell'incontro è al termine. Arrivi a casa: ci pensi…
Mi è piaciuto scrivere questo racconto; affondare nei ricordi di una infanzia che non è mia. È nostra. Ripensare ai giochini sottili delle bambine, alla reazione del bambino che non comprende il comportamento che gli viene indirizzato, naturalmente, mi ha fatto affiorare alla memoria miei ricordi che potrebbero avvicinarvisi o avere in…
L'ho scritto almeno un anno fa questo racconto e rileggerlo mi ha colta di sorpresa. Non l'avevo dimenticato, ma sono i particolari di piccole sequenze narrative che alimentano la mia sorpresa. Quella precisione, in brevi frasi, per dire come il protagonista – parola da prendere con le pinze – si sente e…
Il nome frelen l'ho scelto per un racconto precedente di alcuni anni a questo. Frelen non appariva come nome di chi aveva scritto, ma decisamente viveva in quelle storie. Il contenuto dei due racconti è diverso. In questi giorni sto cercando di trovare il primo. L'origine? Alcuni giorni fa ne cercavo un…
Ho finito di leggere il libro di Henry Miller: Tropico del Cancro Oggi niente lavoro. Domenica, e ormai notte. Mi sono come barricata dentro le mura di casa in una stanchezza prorompente, in una solitudine che non è tale, in un riposo dei muscoli, in un bisogno di cibo compulso. Non mi…
Riscrivo qualche battuta dell'atto terzo – e ultimo – del testo teatrale Lavare i panni. Le strutture sociali non possono reggere l'illimitatezza. Viola e Zar non esigono di comprendersi, sono solo disposti a farlo. Restano due entità differenti e anche incomprensibili l'una all'altra; aperti a una consapevolezza e a una volontà di…
Continuo a trascrivere dal testo teatrale: Lavare i panni Provo, rileggendolo, la necessità di cambiare alcune parole o l'ordine di qualche sua parte, ma lo lascerò così come è stato scritto e stampato a memoria di quella stesura e del periodo vissuto che istantaneo mi affiora a passo di lettura. Qui c'è…
Trascrivo qualche battuta tratta da un testo teatrale che ho scritto anni fa. Il testo si intitola: Lavare i panni. Non esprimerò commenti sul contenuto. Lo preferisco. Ai tempi apostrofavo di più rispetto a oggi; generalizzavo nel maschile anche per rivolgermi al femminile, per esempio: tutti erano felici, invece di tutti e…
Quando non sappiamo cosa può accadere e siamo in quel punto di sospensione. Trattenuto il fiato tra quel qualcosa e forse un gesto. Da quale parte arriva il destino, sta incollato nel nostro nascere per compiersi o si evolve articolandosi nelle diverse fasi del vivere. Una muta ignoranza in me sopravviene e…
È notte, c'è la nebbia. Ho terminato di lavorare alle 23,30 e sono rientrata a casa all'una circa dopo un lungo percorso. Prima di entrare a casa mi ripetevo alcuni versi. Prima di entrare a lavorare mi sono ripetuta altri versi. E in mezzo? Nel durante delle ore i versi si sono…
Sarà sempre una continuazione anche un incominciamento? Inizio con una domanda. Spesso accade. Nasciamo con una domanda da portare durante la nostra vita? E la risposta? Personalmente non ho risposta. Intravedo più nella negazione le alternative, le possibilità... Nell'affermazione mi sconvolge il falso equilibrio che si pretende di instaurare. Appena affermo precipito…
C'è il foglio bianco, ci sono fogli bianchi, ma diverso è il rapporto che si genera in questa differenza. Per me, ora iniziare a scrivere su uno spazio bianco, attraverso un canale telematico, potrebbe anche essere paralizzante. Infine ho deciso di provare a farlo, cioè comunicare come io posso comunicare. Scrivere. Scrivere…
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