Li scrivo e li riscrivo i testi poetici – e a usare questo aggettivo il cuore sobbalza – per poi togliere accorgendomi che è sufficiente scrivere meno; lasciare maggiore spazio; svuotare quello che mi appare già ridondante dalla seconda volta che riscrivo lo stesso testo. Questa notte riscrivo una ulteriore volta, forse toglierò ancora
«Il desiderio è il motore di ricerca dell’esistenza, ma non ha fine, quando un desiderio si placa, ne sorge subito un altro, perché il volere è sempre fondato su una mancanza» Arthur Schopenhauer
Deficere
Le cercavo le rose emblema
dei nostri giorni
le ridestavo a ogni incontro
in una materia vegetale
irresistibile
sottoposta a disfacimento
in cui era facile riaffacciarsi
alla rigenerazione
le toccavo le rose supreme
dei nostri giardini
le rileggevo poi
con parole di Schopenhauer
apice di una bellezza
che asseta
nello scambio per restare
immobile
distanziata da un rapporto
umano
se a infrangere l’equilibrio
di petalo in petalo
discenda un sangue
mai rappreso
a ricordare l’implicito
sforzo
per eseguire un pas de deux
frelen
