… proseguo a riscrivere testi che avevo scritto. Il cammino resta cammino. Non si conclude, almeno così lo avverto nella sua continuità e non in una conclusione. Sono termini in cui è facile perdersi, in virtù del fatto che i parametri, che pensavamo ci tenessero saldi/e, si sfaldano. Gli esercizi, per me, sono fondamenta su cui porre qualcosa. L’esercizio è un disporsi, un orientare, una scelta, un amore che non ha mire, ma tensione verso un cammino
Iceberg perforano una superficie marina
in ore di luce in ore di buio
le estremità ai cieli rivolte
Del radicamento e base l’occhio
ne segue fantastico contorno
non raggiunge l’origine per quanto
maggiore di qualunque punta
Lunghi allenamenti per lambire
la pelle del ricordo
la difficoltà di galleggiare
nell’ampiezza esterna
circumnavigare la rotta
radunate le parole che contengono
la matrice del coraggio
«Tra te e il mondo scegli il mondo» (Franz Kafka)
a Silvia
Era lei l’approdo
l’ampolla magica
la bacchetta di rubino
la possibilità alle impossibilità
lei in carne e ossa
a non concepire la perdita
condurre le forze
al principio di reazione
il gesto leale una corona di alloro
in una vaghezza inspiegabile
frelen
